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P4C - La sensibilizzazione precoce al pensiero riflessivo. Teorie e pratiche correnti

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  Premessa La diatriba relativa alla divulgazione (diffusione o dispersione?) della filosofia risale al ‘700 con reciproche accuse di ciarlatanismo tra volgarizzatori e rigoristi (Antoine Lilti, Charlatans! Savoirs, médias et politique – 11 , Histoire et archéologie, Collège de France, 4/2026). Nessuno però all’epoca immaginò di anticipare la riflessione filosofica all’età dei ragazzini. Rousseau, fautore dell’educazione naturale ( nature/mature ), si spinse anzi a consigliare di attendere l’adolescenza per introdurre il giovane Émile a conoscenze men che concrete. Con l’Ottocento l’accento educativo si spostò sull’apprendimento storico-erudito, destinato a pochi, o pratico-professionale, per i più. Fino alla seconda metà del ‘900 la filosofia ha coronato gli studi di una percentuale a una cifra di privilegiati culturali. Sull’introduzione precoce e facilitata alla riflessione filosofica si ragiona da circa mezzo secolo. Tra i primi a occuparsene, Matthew Lipman (1923-2010) pubb...

Sfruttare l'IA - Homo sapiens. Oppure?

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  Altri  Homo... La tabella seguente è il risultato di una sequenza di richieste, correzioni, aggiunte e filtri ottenuta sfruttando e correggendo Copilot* Denominazione Autore / Origine Epoca Categoria funzionale Homo amans Gabriel Marcel XX sec. Relazione e affettività Homo artificialis Speculazione tecnologica XXI sec. Speculazione e futuro Homo algorithmicus Critica AI e big data XXI sec. Critica e distorsione Homo connectus Cultura digitale XXI sec. Mediazione e comunicazione Homo consumens Critica sociologica contemporanea XXI sec. Critica e distorsione Homo deus Yuval Noah Harari 2015 Speculazione e futuro Homo digitalis Cultura contemporanea XXI se...

La filosofia a scuola nel 2026 e oltre

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  Una materia ultracentenaria --- Nei licei italiani dalla Riforma Gentile (1923) a oggi sono state impartite tre ore settimanali di Filosofia, complessivamente circa trecento. Per qualche ragione, in alcuni indirizzi (artistici, tecnici, economici – cioè dove forse ve ne sarebbe più bisogno) sono non tre ma due, in totale circa duecento. Quali le motivazioni di un impegno così sostenuto? Prescindiamo da quanto v’era allora di antidemocratico (di elitista, classista e maschilista) nelle premesse della Riforma dell’istruzione superiore (“la più fascista delle riforme” secondo Benito Mussolini). Vediamo nello specifico a che doveva servire la materia filosofica. Due gli obiettivi di massima, rispondenti a due convinzioni ritenute all’epoca autorevoli, di fatto alquanto autoritarie. L’una generica: la storia del pensiero insegna a pensare come si deve; l’altra specifica (ideologica): la filosofia si risolve nella sua storia coincidente con la progressiva liberazione dello spirito. I...